Coltiviamo Energia: nella stessa serra pannelli solari e produzione agricola, con la tecnologia made in Sicily di Serra Archimede® (che piace anche alla Silicon Valley)

SERRA ARCHIMIEDE®

Coltiviamo Energia: nella stessa serra pannelli solari e produzione agricola, con la tecnologia made in Sicily di Serra Archimede® (che piace anche alla Silicon Valley)

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La Sicilia punta sul modello di transizione digitale che salvaguarda il patrimonio agricolo e naturalistico permettendo, al contempo, l’utilizzo di tecnologie avanzate. Il ceo di Regran, Anfuso: «Avanti con idrogeno verde e intelligenza artificiale. Il prossimo anno avremo una nostra serra nella Valle delle Rinnovabili».

Sostenibilità, ambiente e agro-energia, una triade per l’economia green. Dal Ragusano alla Silicon Valley, il modello agro-energetico di Serra Archimede® piace anche in California. Il nodo cruciale del progetto è la connessione profonda in chiave eco sostenibile di agricoltura ed energia e, in particolar modo, l’armonica convivenza nella stessa serra tra coltivazioni e nuove prospettive per la transizione energetica. Il progetto Serra Archimede® sviluppato da Regran, con tecnologia tutta made in Sicily, permette di superare lo storico limite della convivenza tra pannelli solari e coltivazione in serra. Due ambiti che non camminano più su binari paralleli, ma unici, contribuendo sia alla produzione di agrifood che di energia per il territorio. In questo modo si salvaguardano le campagne e nel contempo si accelera nel processo di transizione digitale. L’iniziativa è stata definita come “Coltiviamo energia”. Di rilievo è stata la selezione del progetto nel programma Innovit, l’Italian innovation and culture hub di San Francisco, promosso dal Ministero degli affari esteri per valorizzare le tecnologie italiane più innovative.

Il ruolo strategico dell’agrivoltaico avanzato nell’economia sostenibile

L’agrivoltaico avanzato è fondamentale in questo ambito, con una sintesi moderna e hi-tech tra agricoltura e mondo energetico. Nel progetto vi è una collaborazione tra università, mondo dell’impresa e istituzioni. La Sicilia sta puntando su questo modello di transizione digitale che salvaguarda il grande patrimonio agricolo e naturalistico isolano e nel contempo permette l’utilizzo di tecnologie sofisticate. Riguardo la base scientifica del progetto vi è il ruolo importante del Dipartimento di Agricoltura dell’Università di Catania. Il professore dell’ateneo catanese Cherubino Leonardi spiega: «Si tratta di una grande opportunità per integrare produzione agricola, energia e sostenibilità», ed evidenzia come il sistema debba interagire costruttivamente con il punto di vista agronomico -sulla base delle reali esigenze delle diverse colture-.

Un sistema che “non ruba neppure un centimetro di terra all’agricoltura”

Vi è anche la collaborazione delle principali sigle datoriali agricole e confindustriali nazionali. Tra gli agricoltori e produttori siciliani la consapevolezza degli effetti negativi dei cambiamenti climatici è alta, e sono molto sensibili alla transizione energetica. «È qualcosa di innovativo per l’agricoltura siciliana», dice il presidente di Confagricoltura Sicilia, Rosario Marchese Ragona, «riusciremo a coniugare le coltivazioni con la transizione energetica». Il direttore generale di Coldiretti Siracusa e Ragusa, Santo Di Maria, afferma: «Siamo dalla vostra parte. Questo sistema non ruba neppure un centimetro di terra all’agricoltura». Questo è un aspetto molto sentito da parte degli agricoltori. Il consigliere delegato per le politiche strategiche per il Mezzogiorno e presidente della Piccola industria di Confindustria Sicilia, Roberto Franchina, racconta: «Nella categoria di appartenenza, il progetto è stato giudicato dal Mase come migliore proposta a livello nazionale tra le tante ricevute anche da parte di grandi aziende di rilievo nazionale e internazionale. La stessa relazione redatta dai tecnici ministeriali incaricati per la valutazione dei progetti riporta parole di elogio per l’iniziativa sia per gli obiettivi sfidanti che si pone sia per il livello di progettualità e il modello organizzativo adottato».

La consapevolezza dei cambiamenti climatici e le soluzioni innovative

Vi è una coscienza critica sugli effetti dei cambiamenti climatici. Contadini, agricoltori e produttori sperimentano ogni giorno quali sono gli effetti negativi dei mutamenti climatici, in corso da diversi lustri in Sicilia, cuore del Mediterraneo: siccità, alluvioni, cicloni e Medicane. E si accorgono di come le energie rinnovabili incidono positivamente sull’abbassamento dei costi, in particolar modo con l’avvio dei vari progetti in diversi settori, dall’ambito energetico al risparmio di acqua, e nuovi impianti e sofisticati strumenti di irrigazione che intersecano hi-tech e intelligenza artificiale. 

Il progetto “Coltiviamo energia” 

Tornando a questo specifico progetto è importante sottolineare come la transizione energetica consente di avere risorse rinnovabili, pulite, sostenibili. L’aspetto cruciale del progetto “Coltiviamo energia” è che consente al contempo la salvaguardia della natura e anche dell’estensione dei campi coltivati. Il tutto senza emissioni inquinanti. Arturo Arezzo, ceo di Serra Archimede®, spiega: «La nostra missione è portare una vera rivoluzione nella fascia trasformata. Abbiamo presentato dati e risultati concreti. La selezione nel programma Innovit ci fa naturalmente molto piacere, siamo coscienti della responsabilità di portare avanti progetti che possano cambiare gli orizzonti del sistema agricolo nazionale». 

I progetti futuri

Marco Anfuso, ceo di Regran, pone l’attenzione sui progressi della progettualità. «L’anno scorso il nostro prototipo era di 360 metri quadrati, quest’anno è un ettaro e cento. Il prossimo anno avremo una nostra serra nella Valle delle Rinnovabili. Stiamo andando avanti con nuove tecnologie come batterie, intelligenza artificiale, idrogeno verde e data center per sfruttare l’energia al meglio e vendere la disponibilità di Gpu attraverso Serra Archimede®». L’agricoltura del futuro è già presente, ed è in fieri l’evoluzione di nuovi sistemi che aprirà altri nuovi orizzonti. Il tutto è fondamentale per il futuro prossimo del Pianeta. Ed è molto più concreto di quanto si creda.

Fonte: corriere.it
di Salvo Fallica

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